
I CONSIGLI DELL’ESPERTO:
Come prevenire o ridurre gli infortuni o i malanni cronici dello sportivo della domenica.
Dr. Luigi Marotta – Medico Sportivo – Ospedale Monaldi Napoli – CTU Tribunale e Gdp di Napoli
Gli infortuni di cui soffrono gli atleti amatoriali che non si allenano con metodo e continuità sono essenzialmente di natura muscolare , tendinea e osteoarticolare.
I disturbi dipendono anche dal tipo di sport praticato, il nuotatore soffre di dolore alla spalla, il ciclista alle ginocchia, il tennista si ferma a causa di lesioni muscolari o di patologie del gomito o della spalla, il podista diventa consapevole dell’esistenza del tendine d’Achille o rotuleo oppure si confronta con strani termini come tallonite, pubalgia o fascite plantare. Molti diventano esperti di lesioni muscolari ai flessori della coscia o ai gemelli del polpaccio, la maggioranza spesso soffre di lombalgia.
L’errore di tali atleti è di solito quello di non farsi valutare sul piano funzionale e atletico da un medico specializzato, poiché nella maggior parte dei casi la causa di tutti questi mali è ascrivibile a mal allineamenti posturali o errori nei carichi e nella frequenza degli allenamenti.
Di solito per far capire ai non esperti in che modo il mal allineamento posturale può produrre danni, faccio l’esempio della convergenza delle ruote dell’automobile. Tutti gli automobilisti esperti sanno che se la convergenza è mal regolata prima o poi bisognerà controllare gli ammortizzatori o sostituire una o più gomme perché i carichi mal distribuiti le avranno gravemente usurate. Quanto usurate dipende anche dal chilometraggio, dalla velocità, dal tipo di percorso.
Ebbene l’allineamento posturale scorretto fa il suo sporco lavoro nello stesso modo. Un tallone valgo, un piede cavo, un’anca antiversa, muscoli poco elastici, un ritmo scapolo-omerale non sincrono mettono fuori equilibrio il sistema e concentrano troppo su un segmento scheletrico il carico lavorativo. Il sedentario non mette sotto stress il suo organismo e spesso non sarà mai consapevole del problema, ma chi comincia a percorrere chilometri se ne accorgerà presto. Di solito può bastare un plantare, un ciclo di stretching ben programmato o un allenamento specifico per prevenire fastidiose patologie che possono stroncare sul nascere l’entusiasmo dello sportivo amatoriale.
L’altro errore ricorrente è allenarsi senza metodo, avendo troppa fretta di ottenere il risultato desiderato pensando di poter bruciare i tempi. Talvolta sono preziosi i consigli di amici più esperti o in rete si leggono giuste indicazioni su siti dedicati. Non di rado comunque si pagano le conseguenze di questi metodi “fai da te”, si è costretti a fermarsi e capita così di abbandonare per sempre l’attività sportiva.
La visita di un medico sportivo esperto, sempre necessaria per evitare i rischi della morte improvvisa cardiovascolare, è utile più di quanto si creda per una valutazione della funzionalità dell’apparato muscolo scheletrico, aiuta a prevenire patologie da sovraccarico e a ben valutare il proprio potenziale atletico.