FORUM NAZIONALE FAMIGLIA E MINORI


SCIENZA E DIRITTO

Tre relazioni a confronto emerse dal WorK Shop in Napoli

Palazzo Reale – Teatro di Corte

Organizzato dai Lions Lions e Leo 108 Club - 26 febbraio 2005

Crisi della Coppia: quali disagi per i Minori?

III RELAZIONE: IL DIRITTO

 


                                                           


Avv. Prof.  Manlio Merolla

 

Direttore dell’Istituto degli Studi Giuridici Superiori

Presidente Camera Minorile di Santa Maria Capua Vetere




 


C’era  una volta una famiglia: un padre, una madre e una figlia. Poi venne una strana malattia e con essa una strana morte di nome: Divorzio. Ed infatti io sto morendo! Firmato :……..Alessia.”

 

Questo è uno stralcio conclusivo di una tema a firma di una bambina di appena 10 anni, assegnato in una classe elementare da una maestra, e sottopostomi in visione da quest’ultima e dalla madre della bambina con una richiesta di aiuto.

Ma questo è anche il dramma sociale che con sempre più frequenza tanti altri “ figli della separazione”  vivono con sofferenza ed impotenza.

Prima di tutto però occorre chiederci perché stasera siamo qui, perché in questo incontro gli organizzatori hanno voluto esaminare un tema tanto forte quanto complesso, ancor più perché voi tutti avete voluto partecipare a questo incontro.

 

E’ chiaro  che se siete tanto numerosi e come vedo tanti sono i giovani presenti, la risposta più plausibile tra tante è che il problema delle separazioni e dei disagi dei figli della separazione è divenuto un fenomeno sociale oltre che giuridico che coinvolge tutta la nostra società, al quale da tempo ognuno con la propria scienza, impegno e competenza cerca di contribuire per offrire un aiuto alla ricerca di possibili risoluzioni.

 

Perché se è vero come afferma “ Gibran” che i figli non ci appartengono, perché appartengono alla vita, allora è anche vero che se i figli di tutti sono i figli del nostro mondo, tutti noi e nessuno escluso è chiamato a tutelarli e difenderli come se fossero tutti figli nostri.

Questa sera, tuttavia  come rappresentante della Comunità  Scientifica, mio malgrado, no ho formule magiche, ne ricette risolutive,

se li avessi potrei candidarmi ad un premio Nobel.

 

Ma posso farmi certamente interprete anche per i colleghi relatori che mi seguiranno, tra i quali con piacere rilevo anche uno dei più noti padri in Italia della mediazione familiare, che il problema delle separazioni non può essere risolto da soli, né con l’aiuto di singole scienze.

 

In primis occorre da parte di tutti ed in particolare da parte di chi vive in prima persona il problema un poco di buon senso, e disponibilità nell’ascolto e piena comprensione.

 

Comprensione in questi casi deve tradursi, nel contraporre alla illogica risoluzione con battaglie giudiziarie e carte bollate,  una pianificazione prospettata al futuro positivamente con genitorialità, e con ragionevolezza e con l’aiuto di esperti o di persone di coscienza.

 

In queste “ battaglie” come in tanti le descrivono, ricordo che non ci sono mai vinti e vincitori, ma spesso vittime innocenti, che resteranno segnate per tutta la loro vita, senza volerlo: I figli!. Come lo è per la piccola Alessia, che ho presentato in apertura della mia relazione.

Tuttavia, per fronteggiare questa particolare “ malattia sociale” occorre l’aiuto di tutti e nessuno escluso.

E’ un problema della Società del nostro tempo!

 La nostra società deve non solo interrogarsi, …..deve confrontarsi, ….come nel nostro piccolo questa sera tenteremo noi, ringraziando gli organizzatori di questo incontro, tentando con onestà intellettuale e morale, e senza alcuna pretesa di promettere o risolvere, di fare emergere osservazioni, riflessioni e proporre soluzioni o linee guide di prevenzione sociale.

 

I miei punti di partenza sono i numerosi studi e ricerche condotte in questi ultimi dieci anni con l’Istituto degli Studi Giuridici Superiori che presiedo, unitamente a tante autorevoli associazioni forensi e multiprofessionali che attualmente costituiscono:

 

L’ OSSERVATORIO INTERASSOCIATIVO REGIONALE PERMANENTE

A TUTELA DELLA FAMIGLIA E MINORI DELLA CAMPANIA,

 

che hanno fatto emergere alcune significative osservazioni e rilevare particolari indici di pericolosità sociale nelle famiglie in crisi  ed in corso di separazione e sugli effetti delle separazioni sui figli.

 

Per chi è interessato può approfondire quanto sommariamente esposto consultando il sito www.lexetjus.net dove sono riportati i risultati delle dette ricerche, raccolti pareri e studi di settore oppure leggere le riviste e collane specializzate dell’Istituto e della Lex et Jus diffuse a titolo gratuito a livello nazionale con il fine di offrire e dividere con tutti la ricchezza del sapere e della conoscenza.

 

Tra le più significative ricerche, con estrema sintesi si annoverano:

 

  1. Mobbing familiare e coniugale:

 

Il Mobbing Familiare e Coniugale si realizza attraverso subdole, sottili e perfide violenze psicologiche capaci di costringere l’altro coniuge ad andare via da casa o ad indurre  anche al suicidio.

Il detto fenomeno, peraltro pubblicato sulla rivista napoletana specializzata in Diritto di Famiglia e Diritto Minorile: Lex et Jus, reso noto anche da numerose interviste televisive e giornalistiche a carattere nazionale ha aperto immediati e vivaci dibattiti negli ambienti scientifici, sociali e giudiziari. Cio’stante si ritiene opportuno fare delle precisazioni per comprendere piu’ compiutamente il fenomeno  offrendo nel contempo alcuni suggerimenti agli operatori sociali che quotidianamente lavorano a favore delle numerose vittime di questo insolito ma esteso fenomeno .

 
Che significa esattamente il termine “mobbing”

 

Il termine “mobbing” ha origine inglese, deriva dal verbo “ to mob” che vuole significare attaccare, assalire.

Il detto termine prende spunto dall’etologia per indicare quello specifico comportamento di alcuni animali che circordano minacciosamente un membro del loro gruppo, da cui si sentono minacciati, per spingerlo ad allontanarsi.

 

 

 

Frequenza del “ MOBBING” in ambito familiare

 

  Chi opera quotidianamente nella materia del diritto di famiglia o opera  come

consulente o mediatore familiare,  puo’ facilmente rilevare che il  MOBBING FAMILIARE   e’ molto frequente, sebbene ad oggi, il detto fenomeno non e’ stato ancora nomenclato e bene individuato scientificamente.

Anche la Cassazione di recente ne’ ha dato risonanza in alcune sentenze, individuando e definendo il problema in una ottica relativa al diritto del lavoro.

 

  In ambito familiare come si manifesta e come  si rileva

 

In numerosi casi, il mobbing viene posto in essere da quei coniugi che artatamente ed in modo preordinato tendono con atteggiamenti “persecutori” a costringere i loro partner a lasciare la casa familiare o addirittura ad addivenire a separazioni consensuali pur di chiudere rapporti coniugali belligeranti e sofferti dietro i quali spesso si celano rapporti extraconiugali o altro. 

Come nei rapporti di lavoro, anche nei rapporti familiari, attraverso subdoli metodi di “terrorismo psicologico”, spesso la vittima puo’ essere indotta al suicidio.

 Questo tipo di “ Mobbing culturale” applicato e ritrovabile con frequenza nei rapporti coniugali caratterizzati da una forte e lacerante conflittualita’    coniugale, trova radici anche in fenomenologie giuridiche recenti, che la Suprema Corte con altri termini ha giustamente sanzionato, come ad esempio: L’incompatibilita’ambientale o il Tradimento Apparente, ed altro.

 

   Individuazione di piu’ tipi di Mobbing

 

In seguito agli studi ed esperienze professionali, con la mia equipe’ multiprofessionale di esperti ho individuato piu’ tipologie di Mobbing ed ho ritenuto di scindere ed individuare almeno tre tipi differenti di mobbing in ambito familiare. Precisamente:

 

1. IL DOPPIO MOBBING o MOBBING INDIRETTO

Attualmente dal punto di vista psicologico e’ l’unico aspetto del mobbing studiato ufficialmente in riferimento familiare. Precisamente si riferisce agli effetti del Mobbing subiti da un lavoratore sul posto di lavoro che si ripercuotono violentemente sui rapporti coniugali e familiari.  

 

2.     IL MOBBING FAMILIARE

 

Il detto “ Mobbing” e’ quello che si manifesta e si realizza in ambito familiare in modo specifico e diretto. Un chiaro esempio accademico puo’ essere la manifesta invadenza dei Suoceri, che la piu’ autorevole Giurisprudenza nel sanzionarla la definisce tecnicamente come: INCOMPATIBILITA’ AMBIENTALE” .

 

3.     IL MOBBING CONIUGALE

 

Nell’ambito del Mobbing familiare occorre fare un altra precisazione: individuare un altra tipologia specifica di Mobbing, quello posto in essere direttamente da un coniuge nei confronti dell’altro. Un esempio classico puo’ essere il c.d. “Tradimento Apparente” o “ la Soggezione economica/psicologica” o ancora “ L’induzione preordinata alla separazione coniugale”.

Cio’ stante, tuttavia il problema del Mobbing, fino ad oggi precluso al solo diritto di lavoro, puo’ benissimo,  estendersi a pieno titolo nel diritto di famiglia, sebbene sono isolate  le sentenze che fanno brevi richiami in merito.

 

 

 

 

 

Le stime statistiche sul detto fenomeno

 

Nelle questioni di lavoro, si e’ in possesso di alcune stime, nel mentre nelle questioni di diritto di famiglia, non abbiamo ancora dati ufficiali, stante che il presente fenomeno non e’ stato ancora individuato.

Tuttavia solo nelle questioni di diritto del lavoro in Italia si calcola di oltre un milione di lavoratori bisognosi di aiuti diagnostici e terapeutici.

 Da circa dieci anni, l’Ufficio Ricerche

 

Statistiche dell’Istituto Studi Giuridici Superiori di Napoli ha promosso un monitoraggio del fenomeno. 

 

Tipi di Sintomologie e Disturbi che puo’ produrre

tale tipo di violenza psicologica

 

In particolare, occorre rilevare, che gli effetti piu’ comuni prodotti dal Mobbing sono: Disturbi di Mal di Testa, crampi allo stomaco, depressioni, senso di vertigine. 

Che nel contesto di un giudizio potrebbero  essere anche oggetto di idoneo risarcimento danni, se compiutamente provati quale effetto della causa Mobbing.

E’ chiaro che il danno biologico subito dal Mobbing deve derivare da una complessiva  “ attivita’ persecutoria” costituita da un complesso di atteggiamenti e comportamenti quotidiani che rendono intollerabile la prosecuzione della convivenza, cio’ deve essere provato dimostrando il “nesso causale tra il Mobbing ed il pregiudizio psico-fisico subito”. Prova questa certamente non facile, ma dimostrabile attraverso una valutazione globale in un arco di tempo pluriennale, con esami comparati.

 

   Motivi di una ridotta produzione  

              Giurisprudenziale

 

La ridotta produzione giurisprudenziale  che  sanziona  questa “particolare molestia morale detta anche stupro psichico puo’ essere giustificata dalla difficolta’ di adottare “metriche giuridiche normalmente applicate nei casi di violenza privata”.

Tuttavia la Magistratura italiana ben provata a peggio, attraverso autorevoli decisoni di merito,   sotto l’impulso di una febbrile e sensibile attivita’ dell’avvocatura,  sta prendendo atto che  occorre prepararsi ad una altra dura “Crociata del nostro Tempo”.      

    Pertanto si auspica che presto il mobbing familiare o coniugale venga considerato reato per legge e severamente sanzionato.

 

  1. La criminologia familiare:

 

E’ un nuovo e specifico ramo della Criminologia che ha per oggetto tipologie di crimini realizzati in ambito familiare, purtroppo più frequenti e più difficili da identificare perché spesse consumati tra le mure domestistiche.

 

  1. Le separazioni fittizie

 

Sono le nuove invenzioni, e forse nemmeno tanto nuove, frutto della nostra “ civiltà”, finalizzate ad ottenere benefici economici, sociali o fiscali di vario genere ( es. pensioni o assegni di invalidità civile, permessi o avvicinamenti di lavoro, assegni assistenziali, benefit prima casa o per alloggi popolari, ad entrare in graduatorie o ottenere posti scuola per i figli e tant’altro).

Tanto pertanto che costituisce il cd: “DATO OSCURO” delle statistiche Ufficiali Nazionali e ci fa comprendere seriamente che vi sono due aspetti opposti della medaglia, che solo chi opera quotidianamente in materia può fare emergere e denunciare.

Infatti, questi finti “ Genitori Separati” spesso, producono con le loro fiction agli occhi dei vicini, della scuola, degli insegnanti dei compagni di scuola dei loro figli danni peggiori di carattere psicologico, ma non lo sanno o non vogliono sapere. Allora se parliamo di tutela dei minori, ognuno di noi deve avere il coraggio della verità e della correzione fraterna nei confronti di questi “ Attori di strada” e far   sapere loro che medici, studiosi ed esperti hanno affermato che detti comportamenti sono devastanti per i bambini. 

 

  1. la creazione di nuovi studi legali specializzati per fronteggiare domande e bisogni nuovi

 

Questo nuovo dato è molto importante, perché diversamente a quanto si vuole far credere o che l’immagginario collettivo  finora ha creduto, i “ nuovi” avvocati minorili

e della famiglia hanno nuovi saperi, nuove tecniche ed un nuovo modus procedendi.

 Infatti  fortemente tendono all’accordo e quasi mai al conflitto. Promuovono setting multiprofessionali a sostegno di entrambi i genitori in crisi, ponendosi come anelli di congiunzione con gli esperti di altre

discipline che oggi costituiscono punti di forza internamente ad i nuovi studi. In una parola, come una nota giurista qualche tempo ha ricordato:” forse nel nostro tempo sono nati i nuovi missionari: i missionari forensi”

 

  1. Disagi, Devianze e Delinquenze dei minori, sono le tre D da temere.

 

Infatti le cd. “ 3D”  sono gli indici progressivi di pericolosità sociale dei minori.

In virtù di conflittualità familiari  in particolare si registrano:

-Disagi in ambito scolastico [ e la Scuola oltre ad essere un significativo Osservatorio, può e deve interagire per cercare soluzioni ed applicarle] –

-Devianze, in particolare si registrano quando in casi forte conflittualità familiare, specie nei figli maschi, le mamme si oppongono ad un corretto e fluido esercizio del “ Diritto di visita” con i padri. Diritto che intendo rilevare che non è solo del genitore non affidatario, ma per ratio normativa è specifico diritto del figlio di non trovarsi suo malgrado “orfano sociale di un genitore”; 

-Delinquenza è l’ultimo stadio che spesso costituisce un punto di non ritorno, sul quale la società civile tutta ne paga le conseguenze e gli enormi oneri sociali. Ritengo che in merito ogni commento è superfluo.

8.Le Obiezioni forensi:

sono il frutto di recenti ricerche e battaglie degli avvocati  cattolici napoletani esperti proprio in questa materia, che quando risultano iscritti in elenchi del Gratuito Patrocinio, per obbligo sono tenuti a rappresentare e difendere chiunque, ma che per motivi di coscienza e religione, innanzi a cause di Divorzio o in casi particolari, invocano e chiedono  di essere sostituiti. Purtroppo il dibattito è ancora aperto nonché fortemente sentito in molti ambienti.

 

9. Proposte normative:

 

Numerose sono le proposte normative giacenti ed in corso di presentazione, ma proprio dopo incontri scientifici come questo di stasera spesso emergono le spinte emotive di sostenerle, promuovere e correggerle o modificarle.

Colgo l’occasione della presenza degli illustri rappresentanti politici per fare un appello personale: evitiamo di  proporre sempre leggi nuove, spesso incomprensibili e contraddittorie con altre già correnti.

Costituiamo invece testi unici e raccolte normative più leggere e semplici da comprendere non solo al sapere di pochi, e modifichiamo con chiarezza quelle tante leggi già in vigore.

E quando decidiamo di legiferare in una materia come questa, non dimentichiamo che i minori, i nostri figli, i figli del nostro tempo non sono più oggetti da tutelare ma soggetti con diritti propri da affermare.

Partiamo da loro e dai loro genitori nelle nostre ricerche se intendiamo realizzare delle loro necessità e richieste.

Perché il male peggiore per tanti genitori in crisi è in particolare la solitudine, che spesso assale in questi momenti, in cui smarrimento, disorientamento e paure prevalgono, e dove istituzioni, professionisti ed avvocati  e la società tutta con coscienza deve intervenire con fattivi aiuti e non con parole e leggi prive di effetto. 

Occorre evitare l’utilizzo improprio della “delega professionale o istituzionale  perché la genitorialità non può essere delegata, ma bisogna sostenere, orientare e far comprendere che in questi casi la società è effettivamente vicina e pronta.

A noi tutti allora un difficile compito!

Non facciamoci sempre maestri ma testimoni dunque!

Chissà, se  per molti di voi che vivono i problemi legati ai vostri figli o alla vostra relazione di coppia  questa sera nell’andare a casa, avvertirà dentro di sè una piccola certezza tra le tante incertezze che questa materia pone:” che forse, non è poi così tanto solo”.

Noi tutti, nel nostro piccolo, come abbiamo cercato di dimostrare siamo con Voi.

                             Grazie!