STUDI STATISTICI

 

IL BULLISMO E BABY GANG:

Allarme Sociale!”

Scuola,Famiglie, Comunità Scientifica e Società si confrontano

 

A Cura del Centro Ricerche e Studi Statistici

dell’Istituto degli Studi Giuridici Superiori.

in collaborazione con Esperti della Camera Minorile di Santa Maria Capua Vetere

 

 



Nella Regione Campania dopo i recenti e sempre più crescenti casi di violenze minorili ad opera dei “branchi” giovanili nelle scuole e nelle strade del capoluogo è scattato un significativo allarme sociale.

La minaccia incombente risulta essere una straordinaria violenza diffusa in molti ambienti: scuole, palestre, discoteche, che vedono protagonisti come vittime e rei i minori.

La nostra Redazione, alla luce dei detti eventi, che rappresentano solo la punta di un grattacielo, attraverso le interviste raccolte agli esperti delle problematiche giovanili ha tentato di fare una fotografia del nuovo fenomeno sociale cercando di individuare non solo le cause ma raccogliere anche eventuali fattive soluzioni.

 

L’Istituto degli Studi Giuridici Superiori – noto Centro di Ricerca e di Studi socio-giuridici che da tempo sta monitorando il fenomeno attraverso colloqui informativi, osservazioni ed indagini criminologiche di recente ha pubblicato nel sito www.lexetjus.net, ed in numerosi quotidiani ( Napolipiù – Corriere di Caserta) un “primopiano” delle risultanze delle ricerche in itinere, lanciando già da qualche tempo significativi allarmi ad insegnanti e genitori.


 

 

 


GLI ULTIMI E RECENTI CASI DI CRONACA

PUNTO DI PARTENZA

 

 Tra i casi di cronaca più risonanti ricordiamo:

1.Il tentativo di violenza di un ragazzino in una scuola “ bene” di Napoli del quartiere Chiaia nei bagni dell’Istituto ad opera di cinque coetanei;

2.Una ragazzina di 12 anni in via Scarlatti accoltellata da un rapinatore di poco più grande della stessa;

3.In una scuola Salesiana il 19 c.m. un 14 enne viene accoltellato nel mentre tentava di mettere pace tra coetanei;

4.E.P.,15 anni rapina una coppietta ed in seguito apre una sparatoria con i carabinieri rimanendone vittima.

 

Il prof.Merolla che ha già condotto interessanti studi pionieristici dando luce al fenomeno del mobbig domestico:coniugale e familiare, collega questi fenomeni con quelli del bullismo attraverso le emulazioni spesso degli stili educativi.

Da quanto dichiarato in seguito alle interviste rilasciate ai quotidiani indicati in epigrafe dal Direttore dell’Istituto di ricerche, il criminologo Avv. Prof. Manlio Merolla il fenomeno del Bullismo è in crescita costante. Nessuno strato sociale è escluso da tale coinvolgimento.E’ la società tutta che deve assumersi gli oneri ed il peso di questa problematica, perché in mancanza nel tempo finirà di incidere profondamente nel tessuto sociale delle nostre famiglie. Essendo un fenomeno anche culturale solo con strumenti culturali adeguati si può tentare un offensiva per ridurre i danni.

 

Che cosa si intende esattamente “bullismo”

 

Il Bullismo in genere  in termini di gruppo associativo, si intende quel gruppo dominante che in un sistema di relazioni  asimmetriche impone le sue leggi e i suoi prezzi da pagare per il “ diritto di cittadinanza”. Chi non è disposto ad accettare le richieste o non condivide i principi di prepotenza su cui si regge, diventa bersaglio di persecuzione e anche di violenza. Cosa diversa invece è il litigio tra due coetanei di pari forza, come diverso è il comportamento da bullo che è uno stile di atteggiamento tipico di chi nell’emulare esempi negativi di autoritarismo sociale basato sul potere della forza o della minaccia o abusando di poteri diversi, assume comportamenti sopraffattori e di intimidazione.

Questo fenomeno in quali luoghi nasce e in quali posti si alimenta maggiormente

 

Nella scuola e nella famiglia maggiormente trova origine e sviluppo il fenomeno, attraverso un sottile tessuto di relazioni e di emulazioni e spesso attraverso riferimenti particolari di stile educativi, improntati alla logica della sopraffazione e della violenza. E’ la storia dell’uomo che si ripete che diventa l’indice della bilancia dell’evoluzione di un popolo. Nella scuola invece e nei centri aggregativi come palestre, agenzie sociali giovanili o anche nelle caserme il fenomeno si alimenta, ricordiamoci le recenti storie di “nonnismo”.

 

La Famiglia o la Scuola

sono i responsabili dell’accrescersi

del fenomeno?

 

Non c’è una spiegazione unilaterale, ma certamente entrambe hanno un ruolo importante per i giovani in formazione. Un ruolo tuttavia difficile tenuto conto che i giovani del nostro tempo  sono profondamente diversi e tendono ad evolversi rapidamente.  Da quanto è emerso dalle nostre ricerche i genitori percepiscono i figli sempre più arrabbiati, annoiati, precocemente autonomi, spesso aggressivi, nel contempo dualisticamente li percepiscono emozionalmente fragili, bisognosi di protezione. 

Vittime e prepotenti contemporaneamente quindi. Ma i film o programmi televisivi a cui i ragazzi di oggi sono proiettati a vedere, con azioni di violenza pura ad ogni livello, in che modo contribuiscono ad accrescere il fenomeno?

In realtà, opinione comune è credere che un programma televisivo di lotta o un film di guerra influisca negativamente sulla struttura comportamentale dei minori. Tuttavia ciò non è sempre un dato certo. Infatti è il modo di codificazione delle azioni da parte dei ragazzi ed il modo in cui gli adulti  contribuiscono a decodificare  le storie ed immagini che incide in merito. I giovani del nostro tempo condividono e fanno proprie non solo le emulazioni negative, ma attraverso anche storie ed immagini più dure e violente comprendono ed avvertono la gioia e la sofferenza altrui. I soggetti che prevaricano i propri pari o compagni di gioco o di scuola  difettano fortemente di capacità empatiche dal momento che sembrano non rendersi conto delle sofferenze che inducono in quei ragazzi che subiscono le loro prevaricazioni.

Che ruolo hanno le vittime del Bullismo

 

Probabilmente anche le vittime hanno una scarsa abilità nel sintonizzarsi affettivamente con i propri compagni, interagendo con essi in modo spesso inadeguato, stimolando la loro aggressività. Le vittime per la maggiore sono coloro che hanno atteggiamenti in evidente contrasto con l’andamento comune: gli stranieri, quelli che vestono o pensano “fuori dal coro”, questi appena etichettati come vittime di un gruppo diventano il gioco del gruppo stesso: il bersaglio.

 

Suggerimenti per le vittime

 

Parlare con gli adulti, gli insegnanti, uscire dal gioco, evitare chi manifesta il c.d. “ Disimpegno morale”, reagire in una parola! Il Disimpegno morale è quel meccanismo psicologico, attraverso il quale un individuo legittima dei comportamenti che contraddicono i propri stessi convincimenti morali, In altri termini è il modo di giustificare un violento o le sue azioni, sostenendo: “ sono scherzi da ragazzi” o “ è solo un gioco”. In tal modo si tende a non dare giusto peso e misura a talune azioni e conseguenze. Ogni realtà forma così i suoi aguzzini.

 

I genitori e gli insegnanti

 in che modo possono intervenire?

 

Prima di tutto attraverso l’osservazione quotidiana. Raccogliere le diversità comportamentali, dialogare ed interrogarsi e confrontarsi. Occorre prevenzione! Suggerisco in particolare di comprendere le reiterate richieste dei ragazzi di non volere andare a scuola,  captare la perdita di sicurezza e di autostima; Rilevare disagi, la caduta di concentrazione e di apprendimento;

 

Le sintomologie di carattere fisico

 

Si quelle sono più evidenti ed immediate, quali sintomi da stress: mal di stomaco e mal di testa, incubi o attacchi d’ansia o di panico.

Attenzione anche a comprendere spesso i motivi della evasione scolastica, o il desiderio forte di non lasciare la sicurezza della propria casa, rifiutando di partecipare ad attività sportive. Dietro ogni azione vi è sempre una causa agendi.

 

 

 

I fenomeni traversali emersi

 

dagli  studi e le ricerche dell’Istituto unitamente a quelle realizzate in collaborazione con l’Osservatorio Regionale Interassociativo Permanente della Campania a Tutela delle Famiglie e dei Minori 

 

Tra i più singolari ma più diffusi fenomeni nel fenomeno è il “ Bullismo femminile”. I ragazzi intervistati con domande aperte, con molte resistenze hanno poi dichiarato che è quello peggiore e più difficile ad accettare. E’ costituito da minacce e violenze fisiche e verbali con modi e mezzi sottili, quotidiani e devastanti.Attraverso  dicerie, esclusioni dal gruppo, manipolazioni dei rapporti di amicizia nella classe o nei gruppi. Il peggio di questo nuovo aspetto di Bullismo, da quanto è emerso dalla nostra indagine ancora in corso è che i maschietti sostengono che contro il bullismo maschile prima o poi con l’intervento autorevole di un terzo è possibile difendersi, ma contro quello femminile è una sofferenza tacita continua. Per i professori intervistati la risposta è unanime: raccogliamo spesso questo allarme, è la paura dei maschi. Purtroppo è un fenomeno non facile da riconoscere e anche i recenti e frequenti casi di suicidi tra adolescenti possono trovare causa anche dai fallimenti scolastici e vessazioni da Baby gang in ambito scolastico ma non sempre è facile comprendere una sola causa specifica, perché il fenomeno è più complesso

 

PROPOSTE e SUGGERIMENTI

 

Innanzitutto evitare la logica della repressione  perché questa porta nuova violenza. Coinvolgimento dell’intera società, nessuno escluso, perché il fenomeno è sociale occorre combatterlo con strumenti culturali, attraverso:

1.      percorsi di info-formazione alla prevenzione, come strumento di educazione e di consapevolezza ad una forte promozione di maggior raccordo e collaborazione tra insegnanti, dirigenze scolastiche, famiglie ed alunni.

2.      Ideare mirati interventi a misura delle singole realtà sociali e scolastiche,

3.      Promuovere processi di mediazione scolastica e di mediazione penale minorile tra le vittime ed i bulli.

4.      Programmare, discutere e realizzare con impegni chiari e fattibili e con decisione, strategie di intervento nei processi di aiuto con la istituzione di pool multiprofessionali all’interno delle comunità scolastiche, capaci di lavorare in rete con le altre strutture pubbliche e private sul territorio, che prevedano operativi incontri anti-violenza e sulla legalità in termini  pratici ed attuali.

5.      coinvolgimento dei genitori ed alunni .

In conclusione riteniamo che ogni genitore ed educatore tra regole e carezze deve fare frequente uso dello strumento fondamentale della “ COMUNICAZIONE ”.

Comunicare empaticamente, con sincerità ed onestà può divenire un mezzo di forza capace di contrastare e prevenire ogni forma di aggressività e violenza minorile.

Perché questi giovani soffrono proprio del peggiore male dei nostri tempi e della nostra società: la solitudine nel gruppo.

Gruppo che diventa “Branco” spesso solo perché demonizzato dall’immaginario collettivo, fino a sentir L’Osservatorio e L’Istituto degli Studi Giuridici Superiori, invitano gli insegnanti ed i dirigenti scolastici di comunicare la propria disponibilità a contribuire alla detta ricerca attraverso la somministrazione di questionari e con incontri con i genitori e gli studenti tesi alla diffusione informativa degli strumenti di prevenzione e di pericolosità sociale.

 

L’Osservatorio e L’Istituto degli Studi Giuridici Superiori, invitano gli insegnanti ed i dirigenti scolastici di comunicare la propria disponibilità a contribuire alla detta ricerca attraverso la somministrazione di questionari e con incontri con i genitori e gli studenti tesi alla diffusione informativa degli strumenti di prevenzione e di pericolosità sociale.

INFO: tel.081.556.14.18

COMUNICAZIONE

 

L’Osservatorio e L’Istituto degli Studi Giuridici Superiori, invitano gli insegnanti ed i dirigenti scolastici di comunicare la propria disponibilità a contribuire alla detta ricerca attraverso la somministrazione di questionari e con incontri con i genitori e gli studenti tesi alla diffusione informativa degli strumenti di prevenzione e di pericolosità sociale.

                 INFO: tel.081.556.14.18

 
 

 

 

 



SCHEDE

 

LE STIME STATISTICHE

Fonte: Osservatorio Regionale Permanente

Interassociativo a Tuela della Famiglia e dei Minori

Della Campania

 

BULLISMO NELLA SCUOLA

               Tipologie delle Prepotenze e violenze

                      

 

                      Su  300 ragazzi intervistati

 

Nessuna                                     140

Fisiche                                         60

Verbali                                         90

Psicologiche                               10

 

              

 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

            Tipologie di violenze o prepotenze

                     da parte di un gruppo

 

 

 

Isolamento                                               25%

Furti merende, oggetti, vestiti               15%

Danni a cose personali                           10%

Minacce                                                     25%

Pugni                                                         20%

Violazione segreti o diario                        5%

Altro                                                           ----