FORUM FAMIGLIA E MINORI

  SCIENZA E DIRITTO

 

Tre relazioni a confronto emerse dal WorK Shop in Napoli

Palazzo Reale – Teatro di Corte

Organizzato dai Lions Lions e Leo 108 Club - 26 febbraio 2005

Crisi della Coppia: quali disagi per i Minori?


  II RELAZIONE: PSICOPEDAGOGIA

 

 

 


ASPETTI PSICOPEDAGOGICI

NEI FIGLI DI GENITORI SEPARATI

 

Dr. Nicola Fummo

Giudice Onorario Tribunale per i Minorenni di Napoli - Pedagogista, Counselor Esistenziale Mediatore Familiare Sistemico

 

Associazione Italiana dei Magistrati  per i Minorenni e per la Famiglia;

 

 


Da circa 8 collaboro con il Tribunale per i Minorenni di Napoli nella qualità di Giudice Onorario  presso il  settore civile ed ultimamente mi occupo di procedure ex art. 317  e 330, anche perché sono un Mediatore Familiare, come dicevo, ricorsi che scaturiscono dalle separazioni, si ricorre al Tribunale per i Minorenni quando uno dei due genitori ravvisa una  eventuale condotta pregiudizievole nei confronti dei figli da parte dell’altro genitore.

Questi genitori quando vengono sentiti da noi in Tribunale apparentemente mostrano un grandissimo interesse per i loro figli, sono preoccupatissimi della loro salute fisica e psichica, della loro istruzione, della loro educazione sono preoccupatissimi parlano solo dei loro bambini ma giusto per i primi 5 minuti dopo di che inizia una guerra senza esclusione di colpi , sono agguerritissimi, si sono già dimenticati dei loro cari figli sono talmente concentrati ad offendersi,  si accusano di tutto,  usano i loro figli come strumento di rivendicazione e di vendetta, manipolano i loro amati figli contro l’altro genitore senza nessuna vergogna. Questa modalità di comportamento, sicuramente genera un disordine emotivo nei bambini ma provate ad immaginare quando si montano false accuse   di molestie o addirittura di abusi contro il padre o contro il nuovo compagno della mamma quale devastante trauma vivono questi bambini.

Prima di tutto bisogna chiedersi che cosa dal punto di vista psicopedagogico sia essenziale e vitale per un sano sviluppo psicofisico di un

bambino, sicuramente è fondamentale un sano rapporto con le figure di riferimento – con i propri genitori ed in particolare nei primi anni di vita con quella figura,  solitamente è la mamma, che soddisfa i bisogni primari del bambino.

La separazione attualmente viene considerata come un evento  possibile nella relazione di coppia unita o no dal vincolo matrimoniale ma costituisce, sempre,  una forte esperienza che può influire sui bambini in vari modi che dipendono da diversi fattori, uno dei quali è il modo di come i genitori considerano i propri figli: ci sono alcuni genitori che considerano i propri figli  come una propria pertinenza sulla quale esercitare poteri analoghi al diritto di proprietà, non c’è la considerazione dei diritti dei bambini ma solamente c’è la considerazione dei diritto dei genitori sui figli.

 

I genitori, a volte gestiscono la loro separazione con totale indifferenza, noncuranza, distacco nei confronti dei propri figli, dimenticandosi di loro perché impegnati ad iniziare una guerra senza esclusione di colpi l’uno contro l’altro, mettendo in campo tutte le proprie risorse disponibili, tutte le proprie energie, tutte le strategie possibili

 

per ferire, far soffrire l’altro genitore, per vendicarsi dell’abbandono subito dimenticandosi dei propri figli - trattandoli come oggetti, spostando l’indice di identificazione dal bambino-persona al bambino-oggetto, sradicandoli dal loro ambiente fisico e sociale, dalle loro abitudini, dai loro affetti, annullando tutte le loro certezze ed azzerando tutti i loro punti di riferimento,  chiedendo loro di schierarsi per l’uno o l’altro generando in loro un forte disagio emotivo.

Nella separazione i genitori, difficilmente accettano l’idea del bambino- persona soggetto dotato di una propria individualità, difficilmente gli si riconosce una propria personalità.

Il bambino diventa oggetto perché non possiede la forza fisica e giuridica per difendersi o opporsi alle angherie e al tentativo continuo di triangolazione da parte dei genitori che si stanno separando.

Tutto questo, durante la separazione dei genitori crea una particolare forma  di violenza psicologica nei confronti dei figli non meno lesiva di quella fisica, difatti non è violento solo quel genitore che picchia il bambino, ma anche quel genitore che non accetta l’idea che il proprio figlio possa avere una propria personalità, una propria individualità, che possa , gradualmente e liberamente affermare la propria identità.

 

 

È violento quel genitore assente psichicamente, troppo concentrato su se stesso nel riconoscere solo i suoi bisogni solo le sue necessità, concentrato  sulle proprie sofferenze e sulla sua incapacità a tollerare le frustrazioni e il senso dell’abbandono derivate della separazione senza essere in grado di riconoscere i bisogni e le necessità dei propri figli.

Ci sono genitori presenti fisicamente sempre pronti a soddisfare soli i bisogni materiali dei propri figli: cibo, palestra, scuola, compiti, giocattoli, vestiti, ma totalmente incapaci di percepire i messaggi d’amore e di sofferenza dei propri figli.

Quasi tutti bambini risentono di un disordine emotivo presentando disturbi del comportamento e problemi psicofisici per il primo anno dopo la separazione, ma per quasi tutti ritorna una certa stabilità,  si può affermare che  questi disagi si risolvono naturalmente nel corso del primo anno, e possono essere considerati  normali reazioni all’ evento traumatico rappresentato dalla separazione.

Tutto questo si raggiunge se si riesce creare una continuità dei legami per il mantenimento di stabili e significativi rapporti dei figli con i genitori.

Come vi dicevo prima incontro spesso famiglie in crisi che poi si separano è questa separazione crea  dei disagi nei bambini che si diversificano a seconda dell’età

 

I bambini molto piccoli in età prescolare fino a  3 anni reagiscono con evidenti regressioni comportamentali. Queste regressioni sono in particolare riferite a disturbi del comportamento, perdita del controllo degli sfinteri acquisiti precedentemente, si evidenzia una richiesta maggiore di affetto e protezione; si succhiano il pollice e/o i capelli, un ritorno nell’usare il proprio corpo come strumento ludico, di gioco, la perdita momentanea del genitore è vissuto spesso come rifiuto nei propri confronti. La separazione suscita nel bambino diverse emozioni tra le quali l’abbandono, la collera e la frustrazione.

 

I bambini dai 3 ai 6 reagiscono all’evento separativo con atteggiamenti più aggressivi, mostrano un comportamento più nevrotico, più violento. Questi bambini vivono questa fase  con rabbia distruggendo oggetti – propri giocattoli- preoccupandosi particolarmente di farsi male.

 Il senso di lealtà che normalmente in questa fase si va consolidando viene compromesso del conflitto genitoriale facendo insorgere nel bambino un immagine del sé negativa - il bambino si sente cattivo e sleale nei confronti dei propri genitori, un cattivo andamento scolastico o un continuo

 

disubbidire a certe regole familiari portano alla convinzione che la vera ragione della separazione dei genitori sono questi episodi, sono questi fatti nel suo immaginario, che hanno indotto i suoi genitori a separarsi.

Conseguenzialmente possono manifestarsi episodi di inibizione con sintomi depressivi. I bambini possono esprimere rabbia nei confronti del genitore affidatario per la perdita del genitore non affidatario ritenendolo responsabile dell’allontanamento dell’altro genitore.

Si possono, anche manifestare continue fantasie per il genitore perduto; continue fantasie di riconciliazione – i bambini si addormentano con il desiderio di aver entrambi i genitori vicino al risveglio.

 

I bambini di età dai 7/8 anni fino ai 10 anni ( età della latenza), in questa fase i bambini mostrano rabbia verso qualcosa o qualcuno di preciso, sono arrabbiati con la mamma o con il papà o con tutte e due. In questa fascia di età i bambini nutrono sentimenti come il senso di colpa - si colpevolizzano sentendosi motivo della separazione, si sentono  oggetto del contendere in maniera strumentale, nutrono un sentimento negativo verso se stessi, autocolpevolizzandosi, sentendosi motivo della separazione. I figli nutrono una fantasia di ricomposizione della famiglia diventando una frustrazione insopportabile se ciò non avviene, l’autostima si abbassa, continua la fantasia che i genitori possano tornare insieme, il tempo –fisiologico- li aiuta a rassegnarsi.

Possono comparire alcuni sintomi somatici come risposta allo stress derivante dall’evento separativo come cefalee e dolori allo stomaco.

Questa è l’età dove più facilmente i genitori usano i figli in maniera strumentale come veicolo per esprimere i propri rancori contro l’altro genitore, questa modalità fa soffrire moltissimo i bambini.

I bambini in questa età maturano più esperienze a cui non accedono altri ed appaiono più maturi nella gestione delle emozioni perché sembrano aver acquisito una barriera di difesa, sembrano sopportare meglio le frustrazioni e mostrano una buona  capacità di affrontare nuove situazioni dovendosi continuamente adattare ed adeguare ai continui cambiamenti derivanti dalla separazione.

 

Per gli adolescenti che vivono la separazione dei genitori aumenta il senso di responsabilità sostenendo  e proteggendo uno dei due genitori, in questa fase il figlio adolescente può acquisire il ruolo di compagno in sostituzione del genitore perduto.

Possono verificarsi alterazioni dell’umore con sintomi depressivi alternati a fasi di aggressivita’.

Solitamente per alcuni  adolescenti informazioni piu’ complete relativamente alla separazione dei propri genitori, la  rendono piu’ comprensibile e avendo anche una vita ed interessi extrafamiliari riescono più facilmente a distanziarsi psicologicamente ed emotivamente dai propri genitori.

Mentre al contrario gli adolescenti con pochi interessi e troppo legati emotivamente ai genitori manifestano disturbi di varia natura come comportamenti antisociali: furti, rapine, reati contro il patrimonio, aggressioni ai coetanei, atti vandalici anche contro la propria scuola, si possono verificare fughe da casa per attirare l’attenzione dei genitori.

Per concludere , la separazione è un evento che appartiene esclusivamente agli adulti ed è  importante, e’ necessario che genitori sappiano  riconoscere il bisogno dei bambini di poter accedere ad entrambi i genitori.